Inro
Yamada Jôô, XIX secolo
Raffigurante Toyotomi Hideyoshi che osserva la flotta giapponese in partenza per la guerra di Corea
Nashiji decorato in hiramaki-e, kirikane e togidashi. Altezza 8,3 cm
Firmato: Jôô
Provenienza
Collezione Ten.-Col. J.B. Gaskell
Bibliografia
Henri L. Joly e K. Tomita, Japanese Art and Handicraft: Loan Exhibition Held in Aid of the British Red Cross (Londra, 1916), nr. 69, tav. 88
Esposizioni
Londra, Red Cross Exhibition, 1915
Questo raffinato inro mostra Hideyoshi, accompagnato da tre feudatari e dal suo valletto "portaspada", mentre osserva la propria flotta partire per l'invasione della Corea. L'invasione, le cui battaglie furono combattute tra il 1592 e il 1598 fu decisa da Hideyoshi per diversi motivi, principalmente per impiegare un numerosissimo esercito che era rimasto senza lavoro dopo l'unificazione del Giappone e per imporre la propria supremazia militare per legittimare così il un suo ruolo politico, visto che le umili origini non gli davano accesso al ruolo di shôgun.
Jôô è l'ultimo maestro della famiglia Yamada, una delle più importanti botteghe di laccatori di inro, operante per tutto il periodo Edo, dalla fine del XVII al XIX secolo. I laccatori di questa famiglia firmarono quasi sempre Jôka o Jôkasai ed è quindi un'eccezione di questo ultimo maestro la scelta di un nome differente e maggiormente individuabile.
Gli inro erano contenitori per piccoli oggetti. Poiché il kimono non comprende tasche, era infatti normale appendere borse ed oggetti alla cintura; diviso in piccoli scompartimenti impilati, gli inro sono tradizionalmente descritti come contenitori per sigilli ed erbe medicinali, ma è più probabile che essi fossero invece solo degli accessori di tipo estetico, all'epoca già molto costosi, dell'abbigliamento maschile di ricchi samurai e mercanti.