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4 interessanti curiosità sugli elmi dei Samurai

11 Aprile 2018
  1. Un aspetto eccitante che riguarda gli elmi Giapponesi è che alcuni di essi risalgono al V secolo a.C., vale a dire molto tempo prima dell'ascesa della classe dei Samurai. Questi elmi sono conosciuti con il nome tradizionale mabizashi-tsuke kabuto, tradotto con l'espressione elmetto allargato alla visiera, e si ritiene che abbiano avuto origine nelle regioni coreane o cinesi.
     
  2. In quasi tutti i kabuto scoperti finora, si può rilevare una piccola apertura situata nella parte superiore dell'elmo, nota come hachimanza. Lo scopo di questo foro era lasciar passare i lunghi capelli annodati del guerriero. Gli storici ritengono che la pratica di tenere una lunga ciocca sia caduta in disuso nel tardo periodo Muromachi; tuttavia, l'apertura sulla sommità del kabuto è rimasta anche nei secoli successivi, sia per favorire la ventilazione, sia per altre ragioni estetiche e/o funzionali.

     

  3. Il kabuto giocò, indiscutibilmente, un ruolo molto importante riguardo all'antico codice di guerra dei combattenti giapponesi. Il simbolismo degli elmi dei Samurai, tuttavia, ha superato di gran lunga la sua funzione militare, tanto da divenire parte della saggezza popolare giapponese e dei detti quotidiani. Un noto detto giapponese recita: katte kabuto no o shimeyo, tradotto come 'stringere il kabuto solo dopo aver vinto', il che significa che non si dovrebbe cantare vittoria troppo presto, l'esito della battaglia potrebbe cambiare. Un'altra frase che evidenzia il simbolismo del kabuto è: kabuto o nugu, che, letteralmente, significa 'togliere il kabuto', ovvero arrendersi o, a seconda delle circostanze, sconfiggere il nemico.

     

  4. Nel 16° secolo, i samurai iniziarono ad utilizzare i cosiddetti kawari kabuto, espressione tradotta con 'caschi inusuali': questi elmi venivano adottati dai funzionari di alto rango, per distinguersi nella folla durante la lotta. La personalizzazione degli elmi dei samurai con figure spaventose ed inusuali serviva anche per intimidire i nemici in battaglia. I caschi, a prima vista, possono sembrare molto pesanti, ma le elaborate decorazioni risultano, in realtà, molto leggere, poiché realizzate in cartapesta o pelle.

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