Kozane: le piastre dell’armatura da samurai

25 Giugno 2020

 

L’armatura giapponese ha subito numerose trasformazioni durante i secoli. Nonostante ciò, esistono delle caratteristiche distintive costanti, realizzate sempre nello stesso modo nonostante le mutazioni. Una delle caratteristiche dell’equipaggiamento da samurai più interessanti e stabili nel tempo è l’intricata trama che costituisce la maggior parte degli elementi dell’armatura. Questa è composta da piastre (kozane) in ferro o pelle, di dimensioni variabili e unite tra loro per mezzo di legature (odoshi).

Quando si vuole acquistare un’armatura da samurai in vendita, è bene conoscere quali sono le caratteristiche da guardare prima di procedere con l’acquisto. A seconda delle dimensioni delle piastre e del tipo di assemblaggio, si possono individuare diverse tipologie di costruzione. Tra queste, le più comuni sono le seguenti:

 

  • Hon-kozane. La hon-kozane è la forma più antica di costruzione, tipica delle armature  dei samurai medievali. Si basava su una struttura lamellare con piccole scaglie laccate, parzialmente sovrapposte. Il tipo di legatura che unisce queste scaglie, estremamente fitta, viene chiamato kebiki-odoshi; questa prevede che ogni scaglia sia legata a quelle di fianco per mezzo di un’annodatura stretta (nawame garami), mentre tiene sospesa quella inferiore con una parte più lunga di ito (kedate). 

 

  • Kiritsuke-kozane. Le armature costruite con la tecnica kiritsuke-kozane sono composte da lunghe piastre che simulano la hon-kozane attraverso un procedimento di taglio e piegatura di lunghe strisce di ferro su cui viene modellato uno spesso strato di lacca. Grazie a questo espediente, gli armaioli riuscivano a coniugare la bellezza delle armature antiche alla praticità e alla leggerezza di quelle moderne; per questo motivo fu uno dei metodi costruttivi più comuni nel XVI secolo, quando le battaglie tra clan samurai rivali erano frequenti. Anche in questo caso la legatura era di tipo kebiki-odoshi.
    Come ben evidente in queste due immagini, la differenza tra hon-kozane e kiritsuke-kozane è ben evidente guardando il retro delle piastre dell'armatura da samurai.

 

  • Iyo-zane. La tecnica iyo-zane prevedeva una struttura lamellare con piastre più grandi e con minore sovrapposizione rispetto alla hon-kozane, e quindi di più semplice fattura. Il bordo superiore poteva essere sagomato con varie forme; le più comuni sono la koishi gashira (“a forma di ciottolo”, ovvero a doppio semicerchio) e la yahazu gashira (“a forma di piume di freccia”). La legatura associata a questa lavorazione prende il nome di sugake-odoshi. Nata per semplificare la legatura di piastre di grandi dimensioni e per essere facilmente riparabile in caso di rottura, questa tecnica prevedeva che gli ito fossero collocati a coppie distanziate tra loro. Inoltre, non si utilizzavano nodi complessi e il laccio veniva infilato in verticale, incrociandosi su ogni piastra con quello a fianco.

 

  • Mōgami. La tecnica mōgami prevedeva delle lunghe piastre piatte rettangolari coprenti l’intera lunghezza dell’elemento corazzato dell’armatura da samurai. La legatura che generalmente veniva associata a questi tipi di armature è ancora la sugake-odoshi. 

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