Rakuchū rakugai-zu [Coppia di paraventi, ognuno 109.5 x 388 cm]

Scene all’interno e all’esterno della capitale

Coppia di paraventi a otto ante
Inchiostro, pigmenti e oro su carta
Inizio del periodo Edo, XVII secolo
109,5 x 388 cm ciascuno

La composizione di questa coppia di paraventi, simile a una mappa, raffigura luoghi iconici di Kyoto (rakuchū) e dei suoi dintorni (rakugai), tra cui templi, santuari e luoghi naturali. Questo tipo di vedute panoramiche dell’antica capitale, ricche di dettagli e di infinito fascino, fecero la loro prima comparsa all’inizio del XVI secolo e rimasero in voga fino alla metà del periodo Edo.

Gli edifici e le scene sono raffigurati in uno stile altamente dettagliato (saimitsuga) e dipinti con colori vivaci utilizzando spessi strati di pigmenti (dami-e). Se nei primissimi esemplari di dipinti di questo tipo sono illustrati esclusivamente i luoghi, nel corso degli anni la crescente inclusione di scene raffiguranti festeggiamenti, attività di strada o gli svaghi e le occupazioni quotidiane della gente comune è considerata un’indicazione del mutare degli interessi e dei cambiamenti nel mecenatismo, che passò dalla corte alla classe dei guerrieri, ai mercanti e alla popolazione cittadina. Il tema del “rakuchū rakugai-zu” svolge difatti un ruolo nella transizione dallo yamato-e alla pittura di genere da cui derivarono temi popolari successivi quali i dipinti di divertimenti, di festività e di persone impegnate in varie occupazioni.

La composizione e la selezione delle scene di questi paraventi seguono lo schema di quelli dipinti da Kanō Eitoku nella seconda metà del XVI secolo e oggi conosciuti come i “Paraventi Uesugi”, con fitti accumuli di nuvole dorate utilizzati per suddividere e organizzare lo spazio, circondando i singoli luoghi. Sono presenti anche numerosi dettagli della vita attiva e urbana che animano il dipinto, con venditori ambulanti, pellegrini, monaci, contadini, guerrieri e gente del posto di ogni tipo disseminati in tutta la composizione.

I paraventi suddividono la città tra la metà occidentale (paravento di sinistra) e quella orientale (paravento di destra). Da destra a sinistra e dall’alto verso il basso, tra i luoghi importanti raffigurati su questi paraventi figurano:

Paravento destro (Kyoto orientale):
Pannello 1: Inari
Pannello 2: Hōkoku jinja, Sanjūsangendō
Pannello 3: Kiyomizu-dera, Hōkō-ji, Tō-ji
Pannello 4: Yasaka no tō
Pannello 5: Maruyama, Gion jinja (Yasaka), Kennin-ji
Pannello 6: Chion-in, Nanzen-ji
Pannello 7: Yoshida jinja, Shirakawa
Pannello 8: Hiei no yama, Mitarashi (Shimogamo)

Paravento sinistro (Kyoto occidentale):
Pannello 1: Kurama-dera
Pannello 2: Kamigamo jinja
Pannello 3: Corsa di cavalli Kurabe-uma a Kamigamo
Pannello 4: Kinkaku-ji
Pannello 5: Atago Yama, Hirano
Pannello 6: Seiryō-ji, Hirosawa
Pannello 7: Tenryū-ji, Hōrin-ji
Pannello 8: Matsuo, Saihō-ji, Rinsen-ji

Va notato che il santuario di Gion è raffigurato senza il torii in pietra eretto nel 1646, per cui i paraventi sono verosimilmente anteriori a tale data. Inoltre, lo Hōkoku jinja, con il mausoleo di Toyotomi Hideyoshi sull’Amidagamine, compare integro e frequentato, benché fosse stato soppresso dai Tokugawa nel 1615 e da allora lasciato in abbandono: ciò suggerisce una datazione anteriore a quell’anno o di poco successiva, quando il ricordo del santuario era ancora vivo. Dal punto di vista stilistico, una datazione alta è sostenuta anche dalla scarsità di scene di genere e dalla maggiore attenzione riservata alle architetture e ai paesaggi.