Periodo Momoyama (1573-1615)
Mei: Nobuie
75 x 70 x 5,6 (3,5) mm
NBTHK Hozon Tōsōgu
Bibliografia:
Ito, M. (tr. Sesko, M.), Nobuie Tsuba (2016), cat. 24
Durante il periodo Sengoku, lo Zen influenzò profondamente le arti, diffondendo concetti come wabi (semplicità), sabi (bellezza malinconica) e yūgen (mistero e profondità), che passarono dall’aristocrazia ai samurai e alla gente comune. Questo cambiamento estetico si rifletté anche nella produzione delle tsuba, e in particolare nelle opere di Nobuie, caratterizzate da forme irregolari, superfici irregolari e un’estetica di “imperfezione perfetta”, in linea con i principi del wabi–sabi tipici della ceramica per la cerimonia del tè. La forza espressiva del ferro forgiato da Nobuie rispecchia perfettamente l’etica samurai, che privilegiava la solidità e la bellezza austera rispetto a decorazioni elaborate.
La firma di Nobuie è quasi sempre composta da due caratteri, realizzati in stili diversi. In generale, si possono distinguere due categorie principali: “scrittura separata” (hanare–mei), come in questo caso, e “scrittura grassa” (futōji–mei). Questa tsuba presenta una aggraziata forma mokko (lobata); il bordo si ispessisce gradualmente dal seppa–dai verso l’esterno, formando un uchikaeshi–mimi (bordo ripiegato). Questa morfologia delicata conferisce equilibrio e solidità strutturale, esaltando l’eleganza discreta della tsuba.
Uno degli elementi più affascinanti è lo hitsu–ana a forma di zucca (hyōtan), simbolo di fortuna e prosperità nella cultura giapponese. Sebbene Nobuie abbia spesso inciso questo motivo sulle sue opere, solo pochi esempi lo integrano direttamente, traforato, nella forma dello hitsu-ana, rendendo questa tsuba una vera rarità.
La forgiatura del ferro è eccezionale e la calligrafia incisa è eseguita con grande forza e fluidità. Questa tsuba incarna l’essenza dell’arte di Nobuie, unendo spiritualità, estetica marziale e maestria artistica.
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(Inv. #216)