Horimono - Le cesellature sulla spada giapponese

29 Maggio 2020

 

Con il termine horimono (letteralmente “cose intagliate”) si intendono tutti i lavori eseguiti a cesello sulla lama di una spada giapponese, indipendentemente che sia katana, wakizashi o tanto.

Le finalità di un horimono sono sostanzialmente quattro: 

 

  • Alleggerire la spada
  • Aggiungere un fregio votivo
  • Decorare la lama
  • Nascondere un difetto di fabbricazione

 

 

Gli horimono finalizzati all’alleggerimento si trovano generalmente sulle katana e non sulle spade di minori dimensioni. Si chiamano bo-hi e sono degli sgusci ottenuti con dei grandiceselli e che percorrono tutta la lunghezza della lama, su entrambi i lati, rimuovendo materiale dallo shinogi-ji. Esistono numerose variazioni a seconda della loro posizione, della forma delle estremità, di dove iniziano (dentro il codolo oppure a vista) e di dove terminano (prima della punta o dentro di essa). Esistono poi hi doppi e altri accompagnati da incisioni più piccole.

 

Una interessante curiosità riguarda le spade dell’era Nanbokuchō (1336-1392). In questo periodo denso di scontri tra clan samurai, gli spadai iniziarono a costruire katana che in caso di rottura della punta potessero essere ripristinate. Per questo motivo il kissaki (punta) è molto spesso lungo e lo hi viene terminato prima di esso. Infatti nel caso dovesse essere necessario risagomare la punta, lo hi ne resterebbe fuori e non andrebbe ad indebolirla.

 

Gli horimono votivi sono incisioni a carattere religioso o benaugurale che dovevano proteggere il samurai e al contempo decorare e personalizzare la sua spada. Sono frequenti sulle lame di piccole dimensioni, in modo particolare sui tanto, e possono raffigurare svariati motivi. Tra i più frequenti:

 

  • Bonji: caratteri in sanscrito utilizzati nel buddismo
  • Suken: spada rituale
  • Goma -ashi: bastoncini dritti, da non confondersi con un doppio bo-hi
  • Fudo-Myō: divinità buddista. Talvolta evocato anche solo dal disegno dalla sua corda (kensaku)
  • Draghi, spesso avvolti ad una spada (kurikara)

 

Gli horimono decorativi vennero introdotti nel periodo Edo sulle katana e sono in genere più grandi di quelli votivi. Raffigurano spesso un drago, riprendendo l’iconografia tradizionale ma utilizzando tecniche sopraffine per abbellire la lama.

 

Gli horimono venivano infine utilizzati anche quando l’acciaio presentava dei difetti, ad esempio micro-bolle di aria che venivano rivelate solo durante la politura. Un intaglio permetteva difatti di rimuovere la parte difettosa e di restituire splendore alla spada.

 

 

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