I kabuto della scuola Saika

14 Ottobre 2020

I membri della scuola Haruta - la più antica scuola di fabbri per armature da samurai - che si trasferirono nella regione di Kii nei primi anni del periodo Edo non si limitarono a effettuare qualche lavoro occasionale. Essi presero il nome del villaggio in cui si insediarono, Saika, nei pressi di Wakayama, forse convocati dal daimyo locale, Asano Yukinaga, grande appassionato di armature. Mantenendo vive le tradizioni della regione di origine, i membri di questa scuola si specializzarono nella costruzione di  elmi da samurai (kabuto), ideandone fondamentalmente due tipi, basati su uno schema a sei piastre e arricchiti con applicazioni in ferro ritagliato (kirigane):

  • Saiga-kabuto. L’elmo chiamato con il nome della scuola prevede un coppo a sei piastre sovrastato da un’ulteriore grande piastra a forma di crisantemo, in genere realizzata su più livelli. I rivetti sono sporgenti e spesso sono presenti diversi tipi di decorazione: grandi applicazioni sagomate, ageminature in argento e una sorta di cannuccia in ferro che si innalza sulla sommità. Tali caratteristiche, nonché la forma stessa del kabuto, richiamano gli elmi utilizzati nello stesso periodo in Corea, aprendo interessanti ipotesi sui rapporti tra le due regioni. Per questo motivo questi elmi vengono talvolta classificati come nanban-kabuto, ovvero elmi di ispirazione straniera.
  • Okitenugui-kabuto. In questo caso l’elmo è disegnato con una forma che ricorda un fazzoletto legato in testa, chiamato appunto okitenugui. Per la costruzione di questo elmo venivano impiegate piastre molto pesanti, battute in modo da risultare leggermente bombate nella parte superiore: questa superficie ricurva si rivelò molto efficace nel respingere i colpi di arma da fuoco.

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