Hon-kozane maru-do gusoku so-fukurin

Armatura da samurai completa

Inizio del periodo Edo, XVII secolo

 

Kabuto [elmo]: Kabuto so-fukurin a 32 piastre. Lo shikoro (paracollo) in hon-kozane (piastre individuali), diviso in tre sezioni.

Menpō [maschera]: Rara maschera di tipo ressei-men (maschera dall'espressione feroce) in ferro laccato, con un grande naso e senza baffi.

Dō [corazza]: Maru- (realizzato in un unico pezzo) con costruzione hon-kozane (piastre individuali). L'allacciatura è in due stili diversi, con una differenza nella parte centrale (munakoshitori); bordi in ottone dorato e kanamono (applicazione) finemente traforati.

Sode [spallacci]: Di media misiura (chu-sode), con un angolo tagliato e fini kanamono.

Kote [maniche]: Laccate, di tipo tsutsu, a coprire completamente gli avambracci.

Haidate [paracoscia]: Di tipo kawara, costituito da piastre a forma di tegola.

Suneate [parastinchi]: Laccati, di tipo tsutsu, a coprire completamente le gambe.

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Origami [certificato]: L'armatura è certificata dall'Associazione per la ricerca e la conservazione degli elmi e delle armature giapponesi come Kōshu-tokubetsu-kichō-shiryō.

 

Questa armatura da samurai completa e autentica presenta le caratteristiche tipiche della prima produzione di tosei gusoku ("armatura moderna") nel Giappone occidentale. I colori sono difatti sgargianti e le rifiniture eleganti, con soluzioni stilistiche insolite.

L’elmo è tipico della scuola Haruta e riprende i modelli di tipo akoda-nari popolari nella regione  fin dal periodo Muromachi e la maschera offre un’espressione feroce pur rimanendo con lineamenti eleganti e tratti originali. La costruzione mostra elementi di praticità che gli esemplari prodotti più avanti nel periodo Edo andranno a perdere e che sono tipici delle armature da samurai del sengoku jidai (periodo delle battaglie): il bordo ricurvo nella parte alta della corazza  e le protezioni aggiuntive mobili sui lati servivano difatti ad evitare che la punta di un’arma scivolasse verso la gola o le ascelle. Inoltre, lo shikoro (paracollo) diviso in tre parti e i sode (spallacci) con l’angolo frontale tagliato, offrivano una maggiore libertà di movimento in battaglia.

Anche il numero di tasselli a protezione del grembo (kusazuri) è piuttosto peculiare, così come l’utilizzo di una legatura sugake odoshi con piastre hon-kozane nella parte centrale della corazza, come in uso su alcuni haramaki del periodo Muromachi.

Le applicazioni in ottone dorato (kanamono) sono di altissimo livello qualitativo, specialmente sulla parte posteriore. Tale ricercatezza suggerisce una datazione leggermente posteriore al periodo Momoyama e colloca l’armatura ai primi anni del periodo Edo.

Nr. Inventario: 1735

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