Otagaki Rengestu (1791- 1875)
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Otagaki Rengestu (1791- 1875)

Ciotola in ceramica, diametro 13,5 cm

Firmata: Rengetsu alla fine della poesia

Tomobako firmata da En’nousai (tredicesimo maestro Urasenke)

La poesia e la decorazione di questo raffinato oggetto si riferiscono a un episodio della Guerra di Genpei:

Samurai,
sulle rive di Yashima
galleggia sulle onde del crepuscolo
ciò che non può essere spazzato via
la luna crescente

もののふの
やしまのうらの
夕しほに
なかれもあへぬ
弓はりの月

Come descritto nell’Heike Monogatari, l’armata capeggiata dal generale Minamoto Yoshitsune attaccò nel 1185 i soldati di Heike accampati sulla spiaggia di Yashima, obbligandoli a fuggire sulle loro navi, come è illustrato in numerosi dipinti che rappresentano il generale mentre osserva la scena in groppa al suo cavallo. 

Il termine yumihari, usato per descrivere la luna crescente quando è a forma di arco, è un chiaro riferimento a un altro episodio tratto dallo stesso poema, chiamato Yuminagashi, ovvero quando Yoshitsune rischiò la vita per riconquistare il suo arco e, una volta interrogato sul motivo del gesto, spiegò che non avrebbe potuto permettere che i suoi nemici scoprissero la leggerezza di questo, additandolo così come un debole.

Otagaki Rengestu  fu poetessa, calligrafa, pittrice e ceramista. Suora buddista, è stata una della più importanti artiste donne giapponesi. Orfana, venne  adottata da una famiglia di samurai e passò la sua infanzia, fino all’età di sedici anni, nel castello di Kameoka come cortigiana. Durante la sua permanenza nel castello, Otagaki eccelse nella poesia waka, un verso classico giapponese particolarmente popolare tra le donne durante il periodo Edo. In seguito ad un periodo sfortunato durante il quale morirono i suoi due mariti e tre figli, decise di cambiare radicalmente vita: nella  notte in cui morì il suo secondo marito, si tagliò i capelli, palesando così la decisione di dedicarsi alla vita monacale e di non sposarsi mai più. All’età di 33 anni prese il nome di Rengetsu, Loto di Luna, e divenne monaca della setta buddista della Terra Pura.

Nonostante le difficoltà che Rengetsu incontrò durante la sua vita, la produzione artistica non ne risentì; al contrario, fu caratterizzata da una serie di delicati e sofisticati dipinti e di calligrafie che non rispecchiano affatto la durezza della vita dell’artista. Nella sua poetica, Rengetsu predilesse la celebrazione di ciò che sperimentava nella vita di tutti i giorni, unendo lo spirituale con il tangibile, senza però mai fare espliciti riferimenti al buddismo.

Cod. ALT-1220

 

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