Falco

Scultura in legno; l'occhio intarsiato in vetro blu

Periodo Momoyama, XVI-XVII secolo

Lunghezza: 41,5 cm

La scultura in altorilievo raffigura un falco vigile che scruta verso il basso, con l'ala sinistra parzialmente aperta. La testa finemente modellata è leggermente ruotata a sinistra con un'espressione aggressiva, con il becco adunco aperto. Le piume sono rese meticolosamente con raffinati intagli, mentre la parte posteriore non è finita, poiché il modello era destinato a essere visto solo dalla parte anteriore, essendo probabilmente un elemento architettonico di un tempio o di un palazzo. Sul retro è presente una lunga iscrizione in lacca rossa, accompagnata da un grosso sigillo, che include la datazione della scultura, risalente all'epoca di Keichō (1596-1615).

La composizione e l'esecuzione suggeriscono che l'artista si sia ispirato ad un dipinto come fonte iconografica, probabilmente un falco legato, appollaiato su un trespolo. Le raffigurazioni di rapaci erano difatti popolari tra i membri della classe dei samurai del tardo periodo Muromachi (1336-1573) e furono spesso commissionate ai membri della scuola Kanō, i pittori ufficiali dello shogunato. La bellezza irruente e le caratteristiche predatorie di questi uccelli - becchi affilati, occhi acuti, lunghi artigli ricurvi - erano perfette metafore dell’addestramento marziale e dello spirito guerriero. I samurai trovarono quindi nella natura coraggiosa e audace dei falchi un'espressione congeniale dei loro ideali, e questi divennero così uno dei temi preferiti della pittura a loro destinata. Allevare e collezionare falchi divenne rapidamente un raffinato status-symbol della classe guerriera. Si dice che Tokugawa leyasu fu un entusiasta e ineguagliato praticante di caccia col falco (takagari) e quasi tutti gli shogun successivi durante il periodo Edo condivisero questo sua passione. In effetti, mentre veniva praticato come attività ricreativa, la caccia col falco aveva anche lo scopo di un esercizio militare su piccola scala: cavalcare per la campagna temprava i samurai, permettendo allo stesso tempo l'ispezione dei territori da parte dei feudatari.

 

Scultura in vendita. Numero di inventario: alt 1589

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